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FAQ
A che età è consigliato recarsi dal dentista per la prima visita?
La prima visita dal dentista deve essere fatta intorno ai quattro anni: a questa età è infatti necessario controllare i denti decidui, verificare che l'igiene orale sia adeguata, e monitorare la crescita di tutto il complesso cranio-facciale per prevenire malocclusioni, asimmetrie o abitudini viziate. La prima visita dovrebbe comunque essere fatta quando il bambino non ha mal di denti in modo tale che possa familiarizzare con lo studio odontoiatrico senza associare il medico ad un trauma.
 
Qual è il momento migliore per iniziare un trattamento di ortodonzia nel bambino?
Generalmente i trattamenti ortodontici iniziano all'età di 7-12 anni. Solo nei casi più gravi di malocclusione l'inizio delle cure può essere anticipato anche ai 4 anni e rimediare ad un difetto scheletrico che può aggravarsi con la crescita. Gli interventi precoci sulla forma e posizione dei mascellari, fanno in modo che il bambino possa recuperare lo spazio per una corretta funzione endorale,necessaria per un equilibrato stimolo di crescita.
 
Come posso proteggere i denti del mio bambino?
I sigillanti dentali sono un ottimo sistema di prevenzione della carie. I sigillanti non sono altro che delle resine liquide completamente atossiche che vengono inserite dal dentista sul fondo dei solchi delle fosse dentali e poi fatte indurire. I sigillanti non danneggiano lo smalto e impediscono il ristagno di placca dentale, quindi prevengono l’insorgere della carie in quelle zone.
 
Mio figlio ha otto anni e sta cambiando i denti, sembra che gli stiano crescendo storti. Pensa che sia opportuna una visita dentistica, oppure pensa potrebbero raddrizzarsi spontaneamente?
All’età di otto anni è opportuno sottoporre suo figlio ad una visita specialistica. Può darsi che tutto rientri nella norma e il dentista la potrà dunque rassicurare, oppure potrebbe invece diagnosticare un malfunzionamento della muscolatura periodale dovuto ad una deglutizione atipica; oppure potrebbe rilevare un disturbo di crescita scheletrica oltre che dentale. Quelli che lei chiama “denti storti” possono essere presenti come momento “normale” di sviluppo della dentatura, ma possono anche nascondere cause disfunzionali che è bene intercettare e trattare per tempo.
 
Che differenze ci sono tra l’igiene dentale e lo sbiancamento dentale?
L’igiene dentale è rappresentata da quell’insieme di procedure dentistiche che ci permettono di ripulire i denti dal tartaro, dalla placca, dalle macchie di fumo e dalle macchie di caffè. Queste procedure riportano al loro colore naturale lo smalto senza però modificarne il colore originario: se sin da piccoli abbiamo denti leggermente gialli, l’igiene dentale non modificherà questo colore. Diversamente, lo sbiancamento dentale agisce sulla struttura dentale e riesce a farli diventare più bianchi.
 
Che differenze ci sono tra lo sbiancamento dentale professionale e quello domiciliare?
Il primo viene effettuato dal dentista nello studio odontoiatrico, il secondo può essere fatto personalmente dal paziente a casa. I prodotti sbiancanti venduti al pubblico e quelli utilizzati dal dentista hanno però concentrazioni di principio attivo diverse, più basse nel caso degli sbiancanti di uso domiciliare per evitare danni alle mucose e alla dentatura. Il professionista, oltre a maneggiare appropriatamente i prodotti, utilizza lampade fotopolimeralizzanti che attivano i componenti e rendono più efficace e duraturo il trattamento. Il consiglio è quello di utilizzare gli sbiancanti domiciliari per una terapia di mantenimento dopo aver fatto lo sbiancamento professionale dal dentista.
 
Alitosi: a cosa è dovuta?
L’alitosi, cioè il problema dell’alito cattivo, può essere dovuta a diversi fattori quali: disturbi gengivali, carie, disidratazione, disturbi digestivi causati da una cattiva alimentazione, consumo di alcolici, fumo e alcune malattie sistemiche. La prescrizione di rimedi per l'alitosi prevede la preliminare individuazione delle cause che la determinano o, comunque, dei fattori predisponenti.  Un accurato iter diagnostico permette al dentista di evitare la prescrizione di rimedi generici e di ricorrere, invece, ad interventi terapeutici mirati. Il rimedio, o meglio la cura, è così indirizzato verso la specifica condizione che  provoca l'alitosi o che ne favorisce l'insorgenza. Una costante e corretta igiene orale con spazzolino e filo interdentale, con diligente pulizia anche della lingua, è comunque un primo importante passo per arginare il problema.
 
Come individuare e prevenire la formazione del tartaro?
A differenza della placca, che è una pellicola incolore, il tartaro è un aggregato minerale facilmente individuabile se situato al di sopra del margine gengivale. La colorazione brunastra di denti e gengive può evidenziare la presenza di tartaro; andare dal dentista per un controllo è l’unico è l’unico modo sicuro per identificarla e rimuoverla. Per ridurre la formazione di tartaro e placca è necessario lavarsi regolarmente e bene i denti con lo spazzolino e usare il filo interdentale. Il tartaro pregiudica la buona salute dei denti e rende il sorriso meno attraente. Una volta che il tartaro si è formato, solo il dentista, con una pulizia professionale, è in grado di rimuoverlo.
 
Piorrea o malattia parodontale: quali sono le cause?
Molti fattori possono generare l’insorgere della piorrea, ossia la perdita di sostegno del dente. Fra i principali si possono contemplare: placca batterica, ereditarietà, fumo, diabete, gravidanza, stress-ansia-depressione, farmaci, bruxismo. L’alterazione dell’aspetto delle gengive è il primo segno evidente di una sofferenza parodontale ma è anche la dimostrazione che la malattia è già in uno stato avanzato. La malattia parodontale, se lasciata incurata, progredisce e porta all'allentamento e alla perdita dei denti.